Cifra costruita, ipotesi esposte

La riunione si conclude senza decisione. Se ne riparlerà al prossimo comitato, manca un elemento, la persona interessata è in ferie. Tutti escono con la sensazione di essere stati prudenti.

Nessuno ha registrato da nessuna parte il costo di queste tre settimane, perché nessuna voce di budget si è mossa.

Cosa costa il rinvio, al mese

Decisione rinviataCosto mensile
Una posizione vacante coperta da una prestazione esterna4.954 €
Un aumento contrattuale del 9 % non rinegoziato300 €
Totale5.254 € al mese

Sei mesi di rinvio sono 31.524 euro. Dodici mesi di sola vacanza di posizione sono 59.448 euro.

La prima cifra è la più controintuitiva. Una posizione vacante non fa risparmiare uno stipendio, costa di più: la copertura esterna arriva a 11.500 euro al mese laddove il dipendente costava 6.546. Lo scarto di 4.954 euro al mese è il prezzo dell’attesa.

Se la posizione non viene coperta affatto, l’importo non scompare, cambia forma. Diventa ritardo, sovraccarico sugli altri, e talvolta una seconda uscita.

Perché questo costo non compare da nessuna parte

Una spesa impegnata ha un giustificativo, un conto contabile e un responsabile. Un costo di rinvio non ha nulla di tutto ciò. Si distribuisce su voci già esistenti, la prestazione esterna, gli straordinari, il budget software dell’anno successivo.

È questo che rende l’indecisione comoda in comitato: è l’unica opzione che non richiede la firma di nessuno.

Cosa vi risponderanno, e cosa rispondere

«Preferiamo prenderci il tempo di decidere bene.» Una decisione istruita in tre settimane e una decisione rinviata di sei mesi non si oppongono. Ciò che costa non è il tempo di istruzione, è il tempo morto dopo l’istruzione. Chiedete cosa manca esattamente per decidere, ed entro quale termine arriverà quell’elemento.

«Non c’è fretta, il contratto corre fino a dicembre.» Il preavviso di disdetta, invece, non corre fino a dicembre. La finestra di trattativa si chiude un mese prima della sua apertura. Dopo, trattate con qualcuno che sa che non ve ne andrete.

«Non assumeremo con urgenza.» Esatto, ed è un argomento contro l’assunzione affrettata, non contro la decisione. Decidere di non assumere e mettere a budget una prestazione di copertura è una decisione. Aspettare non lo è.

«Sono costi teorici.» Figurano su fatture reali. La prestazione di copertura viene fatturata, l’aumento contrattuale viene addebitato. L’unico elemento teorico è l’importo che avreste risparmiato decidendo prima, ed è proprio quello che non vi verrà mai fatturato.

Da verificare da voi, in venti minuti

L’elenco delle decisioni aperte da più di due mesi. Prendete i verbali degli ultimi tre comitati e annotate tutto ciò che è stato rinviato due volte.

Il costo mensile di ciascuna. Per una posizione, il costo datore di lavoro mensile confrontato con la copertura esterna. Per un contratto, l’aumento annuo diviso per dodici. Per un progetto, l’importo che la sua mancata realizzazione vi fa pagare altrove.

La scadenza reale di ciascuna decisione. Quasi mai è quella che si crede. Per un contratto, è un mese prima dell’apertura del preavviso. Per un’assunzione, è il tempo di reclutamento sottratto dalla data del bisogno.

Il nome di un responsabile per decisione. Una decisione senza un nome davanti resta aperta indefinitamente, qualunque sia il suo costo mensile.

La frase da ricordare

Non decidere è una decisione. L’unica il cui costo non compare su nessuna voce di budget.

Apri in un foglio di calcolo · Il costo del rinvio, in foglio di calcolo (743 byte)

Fonti

Ultima revisione: 20 agosto 2026

Cifre da rivedere entro 20 febbraio 2028